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NORMATIVE PISCINE

NORMATIVE IN VIGORE SULLE PISCINE

Premessa

In ambito privato, non ci sono specifiche norme alle quali attenersi obbligatoriamente sia per quanto riguarda le caratteristiche tecniche della piscina, sia per le caratteristiche di qualità dell'acqua. Oggi in Italia quanto sopra è lasciato alla responsabilità personale del proprietario ed alla serietà del costruttore dell'impianto.

Viceversa è obbligatorio ottenere il permesso per costruire o un titolo equivalente per la realizzazione vera e propria dell'opera.

Per quanto riguarda le piscine ad uso pubblico, la relativa normativa si sta via via ampliando; idem per quanto riguarda le piscine di pertinenza di strutture turistico-ricettive, agriturismi, le piscine condominiali, ecc..

In questi ambiti poichè sono direttamente le regioni che promulgano decreti e delibere, le differenze fra una regione e l'altra possono essere anche notevoli.

La tendenza è comunque quella di uniformare una serie di regolamenti e norme regionali per le caratteristiche costruttive, tecniche, manutentive e di gestione delle piscine ad uso pubblico o equiparato.

Il punto di partenza in questo caso è l'Atto di Intesa fra Stato e Regioni (17 Febbraio 1992 e successiva rivisitazione del 16 Gennaio 2003), con il quale si è voluto regolamentare l'uso delle piscine pubbliche, stabilire parametri di balneazione, criteri di sicurezza e sorveglianza, definire figure professionali autorizzate al mantenimento e alla conduzione delle piscine stesse.

Le autorizzazioni per la realizzazione di piscine interrate

In Italia per la realizzazione di una piscina è sempre necessario ottenere un titolo autorizzativo, non siamo cioè nel campo dell'edilizia libera!

La normativa italiana non è molto chiara per quanto riguarda la concessione di autorizzazioni per la realizzazione di piscine ed i vari comuni interpretano in modo differente le norme esistenti.

Sembrerebbe non essere sufficiente una "sola" comunicazione al comune ed inoltre recenti sentenze della Cassazione e del Consiglio di Stato sembrano chiarire comunque che:

  • la realizzazione di una piscina rientra fra quelle opere che modificano in modo permanente l'area impegnata alla sua costruzione;
  • non si può definire una piscina come manufatto pertinente l'abitazione, cioè non è indispensabile all'abitazione stessa (in sostanza non si può definire una piscina pertinente all'abitazione alla stregua di un locale caldaia).

Stando così le cose, appare abbastanza logico pensare quindi che sia indispensabile un permesso per costruire (ex concessione edilizia) per la realizzazione della piscina, e che questa possa essere soggetta ad oneri di urbanizzazione (art. 20 legge 380/2001).

Nel caso di permesso per costruire i tempi massimi per ottenere una risposta dal comune sono di 90 gg (150 gg nei comuni con più di 100.000 abitanti).

Passati i 90 o 150 gg vige la legge del 12/7/11 sul silenzio assenso e le opere possono partire pagando gli oneri di urbanizzazione, i costi di costruzioni e comunicando al comune l'inizio lavori.

In alcuni comuni (nel corso della nostra attività ne abbiamo trovati numerosi nel nostro interland) è sufficiente una DIA (ex art. 22 della legge 380/2001), oggi divenuta SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) la realizzazione della piscina può iniziare immediatamente stante la fattibilità dell'opera nel rispetto dei regolamenti edilizi del sito.

Non è possibile impiegare la DIA o la SCIA, nel caso in cui sussistano vincoli idrogeologici, ambientali, paesaggistici, culturali e laddove esiste rischio sismico, ovvero laddove le regioni prevedono un permesso alternativo al permesso per costruire (DIA superiore).

Spesso, purtroppo, alcuni venditori minimizzano queste procedure ed obblighi stringenti, al solo scopo di facilitare una vendita creando successivamente non pochi problemi al proprietario dell'immobile. Queste infrazioni producono implicazioni penali, a carico del proprietario, del progettista o del direttore lavori ed anche a carico dell'impresa edile che realizza il manufatto.

Si tenga sempre presente nella progettazione di una piscina che deve essere rispettato quanto stabilito dal Codice Civile all'art.873 e seguenti, relativamente alla costruzione in vicinanza dei confini.

Per ogni ulteriore necessità e per effettuare la progettazione della Vostra piscina pubblica o privata anche ai fini urbanistici ed autorizzativi, contattateci allo 011.64.85.291 oppure compilate il FORM ai contatti.


Normativa di riferimento per le piscine ad uso pubblico:



Protocollo di intesa fra Stato e Regioni - Norme regionali (Recepimento dell'accordo Stato Regioni)

E' stato demandato a ciascuna Regione il recepimento della norma generale e la successiva promulgazione di norme e regolamenti più mirati che comunque tenessero fermi i principi fondamentali dell'Atto di intesa.

Allo stato attuale, molte Regioni italiane hanno recepito la normativa ed alcune di queste hanno integrato le norme di base con specifiche delibere attuative.



      Disciplina della Regione Piemonte per le piscine

Per garantire la sicurezza degli impianti natatori, la Regione svolge attività di supporto e coordinamento ai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP), fornisce indicazioni operative per il controllo degli impianti e realizza sistemi informativi per la raccolta dei dati sulla qualità dell'acqua.

La Regione Piemonte effettua la verifica dell'attività dei Servizi SISP redigendo una relazione annuale sulla qualità dell'acqua delle piscine piemontesi. Inoltre collabora con le altre Regioni e con il Ministero della Salute per uniformare i criteri tecnico-amministrativi di gestione e le modalità di controllo delle piscine. L' Accordo Stato-Regioni del 16 Gennaio 2003 ha disciplinato alcuni aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine. L'Accordo è stato recepito in Piemonte con la DGR n°119-9199/2003(Bollettino Ufficiale).

I controlli e le ispezioni vengono svolti sulla base delle Linee guida emanate nel 2006 dalla Regione Piemonte per la sorveglianza degli impianti natatori.

Normativa di riferimento per le piscine ad uso pubblico in Piemonte:



      Disciplina della Regione Liguria per le piscine

La regione Liguria, in data 25 Luglio 2003 con delibera n°877 e successivamente con delibera n°235 del 17 Marzo 2006, ha recepito l'accordo Stato-Regioni ed ha successivamente promulgato specifiche normative per diverse tipologie di attività.

Normativa di riferimento per le piscine ad uso pubblico in Liguria:



      Disciplina della Regione Lombardia per le piscine

In data 5 Giugno 2006 la Regione Lombardia pubblica la normativa sulle piscine: "Requisiti per la costruzione, la manutenzione, la gestione, il controllo e la sicurezza, ai fini igienico-sanitari, delle piscine natatorie", interpretando l'accordo stato regioni del 2003.

Il documento recepisce in maniera definitiva quanto stabilito dall'Accordo Stato Regioni del 16 Gennaio 2003 riguardo la gestione igienico-sanitaria degli impianti natatori ad uso pubblico, fornisce una classificazione delle piscine in base alla destinazione, alle caratteristiche strutturali ed ambientali, all'utilizzazione e definisce le caratteristiche dell'acqua di immissione e dell'acqua contenuta nelle vasche ed in particolare introduce due importanti novità:

  • viene identificata la figura dell'Addetto agli impianti Tecnologici ovverosia quell'operatore che deve possedere competenza tecnica specifica nella gestione e manutenzione di una piscina, in possesso eventualmente anche delle abilitazioni specifiche per il suo ruolo.
  • viene introdotto l'obbligo per ogni piscina di elaborare un Documento di Valutazione del rischio igienico-sanitario; i controlli interni devono essere condotti secondo le procedure di gestione in autocontrollo; il responsabile deve tener conto dei seguenti principi: analisi dei potenziali pericoli igienico sanitari con particolare riguardo alla prevenzione di fenomeni di legionellosi, identificazione dei punti di controllo critici e definizione dei limiti critici, analisi dei potenziali pericoli per la sicurezza di bagnanti e frequentatori, definizione delle misure preventive, verifiche del piano e previsione di riesame dello stesso.
Normativa di riferimento per le piscine ad uso pubblico in Lombardia:


      Disciplina della Regione Valle D'Aosta per le piscine

Per la Regione Valle D'Aosta il recepimento dell'Atto di Intesa fra Stato e Regioni è stato totale.

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